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SCALA-DISEGNO-CALIBRO

SCALA-DISEGNO-CALIBRO

A COSA SERVE LA SCALA NEL DISEGNO TECNICO

Vediamo in questo articolo cos’è e a cosa serve la scala disegno.

Immaginiamo di dover mettere in tavola un particolare meccanico.

Per prima cosa, bisogna scegliere quale formato utilizzare.

I formati più utilizzati sono quelli che si possono stampare con i normali dispositivi di stampa che si trovano in ufficio.

 

 

SCALA-DISEGNO-STAMPANTE

SCALA-DISEGNO-STAMPANTE

 

Di fatto quindi la scelta si limita ai formati più comuni partendo dal più piccolo al più grande: A4, A3, A2, A1, A0.

Riportiamo per chiarezza le dimensioni di questi formati.

A4 ISO 216:

Le dimensioni di questo formato sono 210mm × 297mm.

E’ il più utilizzato, praticamente qualsiasi stampante presente a casa o in ufficio può stampare in A4.

 

A3 ISO 216:

Le dimensioni sono 297mm × 420mm.

E’ il doppio del foglio A4.

E’ un buon formato per stampare le tavole e controllarle secondo il nostro parere.

Non è piccolo come il foglio A4 ma non è neppure troppo grande.

Moltissime stampanti da ufficio lo supportano.

 

A2 ISO 216:

Le dimensioni sono 420mm × 594mm.

E’ il doppio del formato A3.

Da questo formato in poi c’è bisogno di un Plotter.

Può essere utilizzato per quelle tavole che necessitano di molte viste e particolari per descrivere le parti o gli assiemi da rappresentare.

 

A1 ISO 216:

Le dimensioni sono 594mm × 841mm.

E’ il doppio del formato A2.

Può essere utilizzato per intavolare telai o assiemi di grandi dimensioni che necessitano di un grande numero di viste e dettagli per essere rappresentati.

 

A0 ISO 216:

Le dimensioni sono 841mm × 1189mm

E’ il doppio del formato A1.

Può essere utilizzato per intavolare e stampare grandi assiemi o layout di impianti industriali.

E’ il più grande formato che si trova solitamente negli uffici tecnici e nelle aziende.

SCALA-DISEGNO-FORMATO-FOGLI

SCALA-DISEGNO-FORMATO-FOGLI

E’ importante sapere in che formato è stata fatta una certa tavola nel disegno tecnico.

Infatti non è raro sentire persone che dopo aver stampato in formato A4 una tavola fatta nel formato A1, si lamentano del fatto che non si leggono le quote o il cartiglio.

In tal caso queste persone non hanno chiaro i semplici concetti che stiamo per descrivere.

LA SCALA NEL DISEGNO TECNICO

Pensiamo ad esempio di dover quotare una parte del braccio meccanico di questo escavatore descritto nell’immagine sottostante.

 

SCALA-DISEGNO-PALA

SCALA-DISEGNO-PALA

Immaginiamo ad esempio che questo pezzo abbia una dimensione massima uguale a tre metri.

In questo caso non è possibile realizzare un disegno stampabile nei formati visti precedentemente.

Ci vorrebbero tre plotter in grado di stampare il formato A0, uno vicino all’altro.

Come si fa quindi a fare in modo che la tavola sia stampabile ma che allo stesso tempo contenga tutte le informazioni necessarie per realizzare il pezzo meccanico?

Da questa necessità nasce il concetto di scala del disegno tecnico.

In pratica si va semplicemente a rappresentare il soggetto della tavola con delle dimensioni inferiori di una, due o anche centinaia di volte rispetto alle proprie dimensioni reali.

Questo metodo è utilizzatissimo nel disegno meccanico ma anche nella rappresentazione di edifici ed abitazioni.

Può essere utilizzato anche al contrario, ossia per ingrandire oggetti o dettagli più piccoli.

Riportiamo le scale più utilizzate nel disegno tecnico.

1:1 ( uno a uno)

Significa che il disegno è grande come il pezzo rappresentato.

 

1:2 ( uno a due)

Significa che il disegno rappresentato è grande la metà del pezzo reale.

Ritornando all’esempio dell’escavatore abbiamo detto che il pezzo da rappresentare è grande tre metri.

Utilizzando la dicitura uno a due la misura effettiva delle linee che lo descrivono saranno al massimo 1,5 metri, ossia la metà.

 

1:50 (1 a 50)

In questo caso la lunghezza del pezzo sarà 50 volte più piccola della realtà.

Prendendo l’esempio del braccio meccanico avremo la solita quota massima di tre metri.

Misurando le linee che la rappresentano potremo constatare che la lunghezza massima del disegno sarà in realtà 60mm.

 

1:100 ( scala 1 a 100 )

Solitamente è utilizzata per i Layout dove sono presenti capannoni e grandi quantità di macchinari.

Significa che le dimensioni reali sono 100 volte più grandi del reale valore che si può misurare nel disegno.

 

1:200 ( scala disegno 1 a 200)

Come per la precedente, questa dicitura indica che il disegno rappresentato è in realtà 200 volte più piccolo rispetto alle dimensioni reali.

 

1:500 ( scala 1 a 500)

Indica che il disegno rappresentato è in realtà 500 volte più piccolo rispetto alle proprie dimensioni.

SCALA-DISEGNO-DETTAGLIO

SCALA-DISEGNO-DETTAGLIO

2:1 ( scala 2 a 1 )

Dicevamo in precedenza che il questo concetto può essere utilizzato anche per ingrandire e descrivere oggetti troppo piccoli.

In questo caso si posiziona il fattore moltiplicativo all’inizio.

Di conseguenza il primo numero sarà quello più grande mentre il secondo sarà quello più piccolo.

Nello specifico 2 a 1 indica che il pezzo rappresentato è grande il doppio rispetto alle dimensioni reali.

 

L’ESPORTAZIONE NEI FILE BIDIMENSIONALI

Vogliamo finire questo articolo parlando di un suggerimento che riguarda la conversione delle tavole nel classico formato bidimensionale quale è solitamente il .dwg.

Ogni software tridimensionale offre la possibilità di regolamentare le scale nel processo di conversione in formato bidimensionale.

E’ molto comodo infatti esportare in .dwg le dimensioni reali del disegno quotato sebbene siano rappresentate in scale diverse.

Questo permette di avere sempre disegni bidimensionali con grandezze reali, utili quando si devono fare delle misure oppure quando si devono ricavare delle quote.

E’ molto comodo ottenere questa conversione anche quando si devono poi caricare i disegni nei nesting.

Può esserci la necessità di avere viste con scale diverse dentro la stessa tavola.

Immaginiamo ad esempio un disegno quotato in proporzione 1 a 200 in tutte le sue viste tranne che in un particolare troppo piccolo, quotato ad esempio in scala 1 a 50.

Casi come questi possono indurre a commettere degli errori.

Pensiamo a quando si ha a che fare con il taglio laser:

SCALA-DISEGNO-LASER

SCALA-DISEGNO-LASER

se lo sviluppo del disegno è fuori scala, chi carica il file nei nesting potrebbe non accorgersene.

Questo potrebbe portare a spiacevoli errori anche molto costosi.

Per ovviare questo problema i software di modellazione mettono a disposizione varie regole di esportazione dei file bidimensionali.

Ad esempio una regola molto utilizzata è  quella in cui il software converte tutte le viste in relazione alla prima vista posizionata nella tavola.

Ad esempio pensiamo di posizionare la prima vista di una tavola in scala 1 a 200.

Immaginiamo di inserire tutte le altre viste con la stessa scala a parte i dettagli in scala 1 a 100.

Il software, seguendo questa regola, convertirà automaticamente tutte le viste in scala disegno 1 a 200 nelle dimensioni reali (scala 1 a 1).

I dettagli invece saranno convertiti dalla scala 1 a 100 alla scala 2 a 1.

Di conseguenza, per ovviare i problemi relativi al taglio laser descritti precedentemente, basterà controllare che lo sviluppo sia posizionato nella medesima scala della prima vista inserita.

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