LOADING
90 / 100
SCALA-DISEGNO-CALIBRO

SCALA-DISEGNO-CALIBRO

A COSA SERVE LA SCALA NEL DISEGNO TECNICO

Vediamo in questo articolo cos’è e a cosa serve la scala disegno.

Immaginiamo di dover mettere in tavola un particolare meccanico.

Per prima cosa, bisogna scegliere quale formato utilizzare.

I formati più utilizzati sono quelli che si possono stampare con i normali dispositivi di stampa che si trovano in ufficio.

LA SCALA NEL DISEGNO TECNICO

Pensiamo ad esempio di dover quotare una parte del braccio meccanico di questo escavatore descritto nell’immagine sottostante.

 

SCALA-DISEGNO-PALA

SCALA-DISEGNO-PALA

Immaginiamo ad esempio che questo pezzo abbia una dimensione massima uguale a tre metri.

In questo caso non è possibile realizzare un disegno stampabile nei formati classici A0, A1, A2, A3, A4.

Ci vorrebbero tre plotter in grado di stampare il formato A0, uno vicino all’altro.

Come si fa quindi a fare in modo che la tavola sia stampabile ma che allo stesso tempo contenga tutte le informazioni necessarie per realizzare il pezzo meccanico?

In pratica si va semplicemente a rappresentare il soggetto della tavola con delle dimensioni inferiori di una, due o anche centinaia di volte rispetto alle proprie misure reali.

Questa pratica viene fatta attraverso le scale di riduzione.

Questo modo di rappresentare gli oggetti è utilizzatissimo nel disegno meccanico ma anche nella rappresentazione di edifici ed abitazioni.

Può essere fatto anche il procedimento opposto, ossia rappresentare oggetti piccoli con dimensioni più grandi.

Questa pratica viene fatta attraverso la scala di ingrandimento.

 

1:1 ( uno a uno)

Detta anche scala reale, indica che una misura del disegno rappresentato deve essere uguale alla misura dell’oggetto reale.

 

1:2 ( uno a due)

Significa che il disegno rappresentato è grande la metà del pezzo reale.

Ritornando all’esempio dell’escavatore abbiamo detto che il pezzo da rappresentare è grande tre metri.

Rappresentato in proporzione uno a due misurerà 1,5 metri, ossia la metà.

 

1:50 (uno a cinquanta)

La lunghezza del pezzo sarà 50 volte più piccola della realtà.

Se il braccio meccanico nella realtà misura tre metri, rappresentato in questa scala misurerà 60mm.

La quota massima riportata nel disegno sarà comunque quella reale di tre metri.

 

1:100 (scala 1 100)

E’ solitamente utilizzata per i layout dove sono rappresentati capannoni e grandi quantità di macchinari.

Le dimensioni reali sono 100 volte più grandi del valore che si può misurare nel disegno.

 

SCALA 1 a 200 ( scala uno a duecento)

Come per la precedente, la scala 1 a 200 indica che il disegno rappresentato è in realtà 200 volte più piccolo rispetto alle dimensioni reali.

 

1:500 (uno a cinquecento)

Indica che la rappresentazione grafica è in realtà 500 volte più piccola rispetto alle dimensioni reali.

SCALA-DISEGNO-DETTAGLIO

SCALA-DISEGNO-DETTAGLIO

2:1 (due a uno)

Dicevamo in precedenza che questo concetto può essere utilizzato anche per ingrandire e descrivere oggetti troppo piccoli.

In questo caso si posiziona il fattore moltiplicativo all’inizio.

Di conseguenza il primo numero sarà quello più grande mentre il secondo sarà quello più piccolo.

Nello specifico 2 a 1 indica che il pezzo rappresentato è grande il doppio rispetto alle dimensioni reali.

 

Ci sono poi altre scale meno utilizzate nel disegno meccanico: 

RIDUZIONE: 1:5 (uno a cinque), 1:10 (uno a dieci), 1:20 (scala 1 20), 1:1000 (uno a mille).

INGRANDIMENTO: 5:1 (cinque a uno), 10:1 (dieci a uno), 20:1 (venti a uno), 50:1 (cinquanta a uno).

 

SCALA DISEGNO: L’ESPORTAZIONE NEI FILE BIDIMENSIONALI

Vogliamo finire questo articolo parlando di un suggerimento che riguarda la conversione delle tavole nel classico formato bidimensionale.

Solitamente le tavole vengono esportate in formato .dwg.

Ogni software tridimensionale offre la possibilità di regolamentare questo processo.

E’ buona norma esportare le dimensioni reali del disegno quotato, anche se sono rappresentate in scale diverse.

Questo permette di avere sempre disegni bidimensionali con grandezze reali.

Questo modo di operare è molto utile se si devono fare delle misure a delle parti di disegno non quotate.

Può esserci la necessità di avere viste con scale diverse dentro la stessa tavola.

Immaginiamo ad esempio un disegno quotato in scala 1 a 200 in tutte le sue viste.

Alcuni particolari potrebbero risultare comunque troppo piccoli.

Per poterli ingrandire e visualizzare correttamente potrebbe sorgere la necessità di posizionarli in scala 1 a 50, ad esempio.

Questo modo di operare è utile ma bisogna stare attenti a non commettere errori.

 

SCALA-DISEGNO-LASER

SCALA-DISEGNO-LASER

 

Pensiamo ad esempio a quando si ha a che fare con il taglio laser.

Se lo sviluppo del disegno è fuori scala, chi carica il file nei nesting potrebbe non accorgersene.

Questo potrebbe portare a commettere spiacevoli errori anche molto costosi.

Per ovviare questo problema i software di modellazione mettono a disposizione varie regole di esportazione dei file bidimensionali.

Ad esempio una regola molto utilizzata è quella in cui il software converte tutte le viste in relazione alla prima vista posizionata nella tavola.

Pensiamo ad esempio di posizionare la prima vista di una tavola in scala 1 a 200.

Immaginiamo di inserire tutte le altre viste con lo stesso rapporto.

Supponiamo di dover inserire alcuni dettagli a in scala 1 a 100.

Il software, seguendo questa regola in fase di esportazione bidimensionale, convertirà automaticamente tutte le viste in rapporto 1 a 200 nelle dimensioni reali (1:1).

I dettagli invece saranno convertiti da 1 a 100 a 2 a 1.

Tornando all’esempio precedente, per ovviare i problemi relativi al taglio laser, basterà controllare che lo sviluppo sia posizionato nella medesima scala della prima vista inserita.

ARTICOLI CORRELATI

Questo sito utilizza cookies indispensabili per il suo funzionamento. Cliccando Accetta, autorizzi l'uso di tutti i cookies.
Attenzione: alcune funzionalità di questa pagina potrebbero essere bloccate a seguito delle tue scelte Privacy.